M A P A Z I N E

Museo di Urban Art di Roma
MURo Map@Zine #1 (2014)
Cerca il MURo Map@Zine all'interno delle attività vicine ai murales del MURo dei quartieri Quadraro e Torpignattara e in altri luoghi a Roma, oppure scaricalo qui cliccandoci sopra e stampa la tua copia:
Contenuti MURo Map@Zine #1 (Quadraro vecchio):

5 motivi per visitare il MURo, Museo di Urban Art di Roma al Quadraro vecchio.
Un percorso alla scoperta della Street Art e della città.

1 - La qualità della vita.

Godersi una passeggiata tra i murales in queste strade tranquille durante il week end, un caffè in uno dei tanti piccoli bar come l'Harley Bar, un dolce al Forno dei Quintili, un brunch, un aperitivo o una cena al Grandma bistrot o al 692 Osteria e Baretto, una pizza al Mattarello o una birra al Barley Wine. E se vieni da fuori dormire al Martini B&B o a La Casina di Marzia.

2 - Le persone del quartiere.
Lo spirito del Quadraro è intriso di una antica romanità popolare ormai rara. Fermati a fare due chiacchiere sulla storia del quartiere all'emporio della Signora Eva in via dei Quintili, o con Mariuccio (chiamato affettuosamente dallo storico barbiere Gino Scarano: "il nano più alto del mondo"), da Lidio il meccanico all'ex pompa di benzina, da Agostino il carrozziere dove è dipinto "Il volo della Fenice" di Sardella, o da Sabrina di Animalando, che si occupa dei nostri amici a quattro zampe. O parla col grande Sergione della Harley Rock Crew, se lo incontri mentre si prende cura dei giardini e delle aree attorno ai murales. In questo primo Map@zine conosciamo Gino Scarano, storico barbiere-cantante del Quadraro.

3 - I tour in bici o a piedi. Da primavera 2014 è nato il Ciclo MURo, lo Street Art Bike Tour con Gazebike, che si aggiunge alle visite guidate per scuole e gruppi che trovate sul sito nell’area Tour. Con le bici si parte dal Parco di Tor Fiscale e si visita il MURo con Giorgio, preziosa guida. Poi si può restare a pranzo al Ristoro Casale del Fiscale e prendere info su tutto il Parco dell’Appia Antica che qui ha inizio.

4 - I monumenti "nascosti".
Tra le opere contemporanee dei murales si nascondono preziosi reperti storici. Ammira gli Acquedotti FeliceClaudio e Alessandrino, la Torre del Fiscale, il Parco delle Tombe Latine, il Mausoleo di S. Elena. Visita le Catacombe di Ss Marcellino e Pietro, riaperte da poco al pubblico (il sabato e la domenica), terze di Roma per estensione e le più ricche di pitture murali paleocristiane.

5 - Sempre nuovi murales.
Mentre andava in stampa questo Map@zine #1 stavamo realizzando nuovi murales che saranno inseriti nelle prossime mappe aggiornate. Come il Nido di Vespe di Lucamaleonte a via del Monte del Grano (n.16 in mappa) in ricordo della deportazione nazista del 17 aprile 1944, i murales di Diavù all'ex-Cinema Impero di via dell'Acqua Bullicante (n.15) che spingono i percorsi del museo MURo fino a Torpignattara, i due di Gio Pistone e dello stesso Diavù al Parco di Tor Fiscale, quello di Dilkabear in collaborazione con Paolo Petrangeli in via dei Lentuli...

ARTISTI: Ron English
L'artista del primo Map@Zine è Ron English, il suo murale per il MURo è in via dei Pisoni 89. Considerato l'erede di Andy Warhol per l'uso spregiudicato che fa dei linguaggi della comunicazione e della pubblicità nella sua arte, Ron è sia uno dei massimi esponenti della Street Art (la realizza dagli anni 80) che uno degli iniziatori della corrente artistica del Pop Surrealismo.

La realizzazione della sua opera per il MURo è stata ripresa dalle telecamere di Sky ARTE ed è oggetto del documentario "MURo a Roma", curato dal nostro art director David Diavù Vecchiato, che ha poi trasformato "MURO" in una fortunata serie televisiva sulla Street Art, giunta alla 2a stagione.
Della sua opera e della sua esperienza al Museo di Urban Art di Roma Ron ha detto: «Tra le diverse esperienze che capitano a uno street artist direi che questa è al vertice perché è quasi un sogno che diventa realtà. È impagabile stare a contatto con la gente del quartiere. La cosa più bella che qualcuno possa fare per un artista è portargli il pranzo, è un modo per dirgli "grazie, ci piace quello che stai facendo, non chiameremo la polizia"».Sulla sua arte ha aggiunto: «Non ho problemi a vendere le mie opere, ho un mutuo, dei figli... È strano, non ho mai desiderato fare altro che dipingere quindi avrei fatto qualsiasi cosa pur di fare l'artista. Ma ho amici che pensano che l'arte non debba essere una cosa commerciale e quindi preferirebbero fare i camionisti per continuare a produrre la loro arte in maniera pura, senza doverla per forza adattare al mercato. Io invece preferisco adattarmi al mercato e svegliarmi ogni mattina per dipingere perché sarei un pessimo camionista».«I primi lavori che ho venduto per sopravvivere e pagarmi la scuola non hanno fruttato molto e molte persone li hanno buttati via, o li hanno buttati in fondo a un armadio o li hanno strappati. Poi qualche anno dopo ti chiamano e ti dicono: "ho questo dipinto, ma è ridotto davvero male perché lo avevo messo via...a proposito, quanto vale?" E tu: "beh, vale centomila dollari". E si rendono conto che avevano buttato via una casa. È una bella sensazione per me, perché sei uno strinzo ad aver buttato via la mia arte. E sono contento che valga così tanto, magari vivi in un appartamento mentre potevi compratti una casa col dipinto che hai buttato. Ho avuto la mia vendetta per il fatto che mi hai mancato di rispetto. Sono perfido, lo so».

Sul suo murale per il MURo: «Il nostro obiettivo è quello di far sembrare che il baby Hulk abbia imbrattato il muro e abbia il broncio perché la madre lo ha rimproverato».

«In genere le idee sono sviluppate solo a metà quindi l'altra metà dipende dalla situazione. Per esempio ho notato che in questo quartiere ci sono molti bambini quindi ho cercato di rendere la mia opera attraente per loro».

«Nella prima parte della vita vai in esplorazione e cerchi di capire tutto quello che è stato lasciato da altri prima di te. La seconda parte invece è dedicata a restituire. Quando hai dei figli per esempio. A preparare le generazioni future a cogliere il testimone.la cosa più bella che potrebbe succedere secondo me, grazie a quest'opera, è che qualche bambino del quartiere venga ispirato dall'arte e dalla sua accessibilità, e magari diventi un artista, o comunque continui ad apprezzare l'arte in modo diverso».

Sulla Street Art:

«La Street Art cerca sempre di integrarsi nei quartieri, quindi credo ci sia un gran rispetto per il quartiere stesso. Anche il processo di creazione del pezzo è diverso dal graffito perché non è una cosa che viene fatta di notte in fretta e furia. Di solito sei sul posto per due-tre giorni, quindi a contatto con le persone e puoi vedere se reagiscono nel modo giusto, ed eventualmente fare delle modifiche. Modifiche secondo il loro gusto, perché tu te ne vai ma la tua opera resta lì. Diventa parte della loro vita e non più della tua».



MURALES: L'arte feconda il Quadraro di Diavù
«Ho immaginato di dipingere le pareti di questo quartiere, di chiamare altri amici, noti artisti di tutto il mondo, a lavorare con me per renderlo un luogo che racconti se stesso anche attraverso l'arte visiva, magari in futuro una meta turistica, un'oasi di cultura contemporanea. Questo perché la cultura le salva le persone, e se si può usufruire di cultura senza dover spendere un euro si salvano pure gratis».

Questo scrive David Diavù Vecchiato, artista ideatore e curatore del MURo sul suo blog www.maniphestovecchiato.com.

Diavù ha dipinto i primi due murales del MURo nel 2010 proprio per fecondare con l'arte un intero quartiere, dando il via a questo progetto community-specific di museo di Urban Art che dona un nuovo strato alla città, che racconta le storie dei luoghi e delle persone che li vivono e crea bellezza e sviluppo turistico/economico.QUI le Gallery e QUI i Video di come ebbe tutto inizio...



PERSONE: Gino il barbiere cantante
Se ti fermi nella Bottega Storica di Gino Scarano in via dei Quintili 65 lui ti racconta il Quadraro degli anni 50 e 60, di quando questa era la via dello “struscio”, piena di negozi e osterie dove venivano Pasolini, Sordi, Mastroianni, la Vitti e tanti altri divi del 'cinematografo' e dove lavoravano gli artigiani dei set di Cinecittà. Qua i registi, anche quelli dei kolossal americani, ne trovavano a mucchi di caratteristi e comparse. Fu il cinema a salvare la gente del Quadraro, con la fame che c'era qua nel dopoguerra. Suo padre era barbiere e lo portava con sé per insegnargli il mestiere. A sette anni Totò si fece tagliare la barba da lui (ma quella volta fece solo finta!) e da allora Gino non si è più fermato. Faceva barba e capelli al Principe e a tutti i divi di Cinecittà, e cantava. E canta ancora. Ha registrato per i clienti e gli amici 19 cd di canzoni romanesche e dell'Italia degli anni 60 che suona e canta nella sua bottega, diffondendole per tutta la via, e che il fine settimana esegue negli ospedali per beneficenza. Ascoltale QUA sul suo Facebook o QUA sul suo Soundcloud.


EVENTI: Ciclo MURo
Dalla collaborazione di Gazebike e l'associazione PuntodiSvista con il Museo di Urban Art di Roma MURo nasce l’idea di una passeggiata in bici alla scoperta del Quadraro 'Village' e delle sue maggiori attrattive, da "borgata" di periferia  a "paese nella città", che sta vivendo un periodo di recupero e rivalutazione dei suoi aspetti storici e urbanistici.

Partendo dal Parco di Tor Fiscale con le bici di Gazebike e una guida del museo MURo si pedala verso il Quadraro ammirando la preziosa collezione di murales di artisti di tutto il mondo realizzati per i cittadini nelle strade e in altri spazi, privati e pubblici. 

Scoprire la storia di ogni murale è un’esperienza unica.

Il calendario di tutti i percorsi è QUI.

Per prenotarsi basta contattare Gazebike: info@gazebike.com

Marco: +39 339 8542889 - Marcello: +39 331 7764083 - Luigi: +39 327 8125124

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